
Intervento di Marcella Danon al convegno
“One Health: fra scienza, filosofia e futuro dell’umanità”
15 ottobre 2026, Istituto Superiore della Sanità, Roma
Domanda di iscrizione (in presenza o online) – Il convegno è gratuito
Oggi abbiamo bisogno di una visione unitaria che apra le porte a nuove strategie per mantenere alto il livello di salute individuale, sociale e ambientale.https://www.isdenews.it/wp-content/uploads/2026/09/Programma_Convegno_One_Health_ISS_15_Ottobre_2026.pdf È necessario rimettere insieme l’attenzione al benessere dell’oikòs (casa) con quello della psyché (anima), mondo esterno e mondo interno. Questa è la mission dell’Ecopsicologia, nata alla fine degli anni ‘80 in California in totale sintonia con l’approccio One Health e Planetary Health, ora sempre più diffuso anche in ambito medico, con importanti implicazioni concrete per la salute umana.
La salute, infatti, è molto più che semplice assenza di malattia: la salute individuale coinvolge la salute planetaria. Nella Dichiarazione di Canmore (Alberta, Canada, 2018) è stata definita in termini di «vitalità interdipendente di tutti gli ecosistemi naturali e antropici (sociali, politici e altro)». La vitalità non riguarda soltanto il buon funzionamento meccanico del corpo umano, ma include componenti sul piano emotivo, valoriale e spirituale. Implica una visione unitaria di sé, competenze relazionali e la capacità di dare un senso alla propria esistenza che vada oltre la semplice sopravvivenza. Un senso che emerge nel riconoscersi parte – e parte attiva e propositiva – di una rete di relazioni via via sempre più ampia, sino a includere il Pianeta intero.
La salute nasce anche dal ritrovare il nostro profondo legame con la Terra e con la vita: nelle società sempre più urbanizzate, il contatto diretto con l’ambiente naturale acquista oggi una valenza terapeutica prima data per scontata, e oggi ritrovata e promossa in ambito sanitario attraverso le prescrizioni verdi: attività ed esperienze che il medico o un altro professionista della relazione di aiuto può consigliare in base alle esigenze specifiche del paziente: dalle attività all’aperto all’ecopsicologia applicata, dalle terapie forestali all’orticoltura sociale e agli interventi assistiti con gli animali.
Nella sua applicazione pratica, l’Ecopsicologia vuole facilitare il ripristino del senso di riconnessione con la nostra più ampia identità terrestre, con la consapevolezza che noi siamo la Terra e che il contatto con l’ambiente naturale non è solo terapeutico, ma indispensabile. Soprattutto in una società altamente tecnologizzata come la nostra, frequentare la Natura selvatica è fondamentale per riequilibrarci, scaricare lo stress, rigenerare l’attenzione, favorire il fluire delle emozioni, stimolare chiarezza di pensiero e aprirci all’intuizione e all’ispirazione.
L’importanza di un contatto con l’ambiente non addomesticato e urbanizzato, che sia in un parco nazionale o in un parco urbano, va molto oltre il benessere del singolo individuo. La Natura, in ottica ecopsicologica, è anche una maestra di relazioni, ci insegna e ricorda che nei sistemi viventi tutto è interconnesso e che per far funzionare bene un ecosistema – che si tratti di un gruppo di lavoro, di un condominio, di una città o di una nazione – è necessario lavorare sulla qualità delle relazioni, allenando attenzione, ascolto, rispetto ed empatia tra le componenti eterogenee per poter operare in collaborazione e co-creazione.
Quello che caratterizza l’Ecopsicologia rispetto a discipline vicine – come psicologia ambientale, medicina forestale o ecologia profonda – è proprio il coinvolgimento attivo della psicologia: il focus sull’ecosistema interiore. Prioritario, pensando al futuro alle porte e a quello in cui siamo già immersi, è promuovere un’attenzione volta all’interno, alla capacità di introspezione, di presenza a se stessi, di scelta consapevole; in termini neurofisiologici, di potenziamento dei lobi frontali del cervello.
Il vero allenamento a relazioni di qualità lo facciamo imparando a integrare in modo costruttivo la complessa molteplicità psichica interiore, canalizzando le diverse componenti individuali verso obiettivi scelti consapevolmente, anziché restare in balia di fenomeni di massa, mode o algoritmi. La Natura, offrendoci tempi e spazi di silenzio, incontro e confronto con dinamiche che danno vita ad ecosistemi complessi in armonia, diventa il luogo ideale in cui permettere alla nostra umanità di procedere verso il futuro, onorando le nostre radici biologiche ed ecologiche e valorizzando le nostre componenti etiche e valoriali.

Marcella Danon
Ecopsicologa, direttrice di Ecopsiché
Editoriale ottobre 2026 – Ecopsicologia NEWS
e un pensiero amorevole a Lucilla, nella foto! – Archivio Ecopsiché




