Seminario Green Psi 2025 a Casa Corra, Canossa (Reggio Emilia)

Seminario Green Psi 2025 a Casa Corra, Canossa (Reggio Emilia)

Un posto di lavoro in una organizzazione può e deve diventare uno spazio privilegiato per imparare convivenza, collaborazione, efficacia versus efficienza e, soprattutto, relazioni ecologiche, intese come la capacità di relazionarsi in modo maturo, rispettoso e funzionale al contesto.

Più del 90% dello stress in ambito organizzativo non ha nulla a che fare con la mansione stessa, la sua causa principale sono proprio i rapporti umani. Quando manca spessore relazionale ai vertici, questo si traduce a cascata in modalità di comunicazione e interazione insalubri a tutti i livelli, per cui ogni frustrazione subita diventa frustrazione inflitta ad altri. Non a caso si parla di ‘relazioni ecologiche’ per indicare una situazione in cui invece ci sia la possibilità di non perdere mai di vista il rispetto reciproco, come persone, prima ancora che come colleghi, e la capacità di comunicare su un piano di parità, indipendentemente al ruolo.

Tra i fattori che aumentano lo stress in ambito lavorativo, tradizionalmente chiuso tra quattro mura, ci sono anche sedentarietà, illuminazione artificiale, aria condizionata, inquinamento da formaldeide, detergenti, vernici e lacche usate negli interni che, col calore del riscaldamento o anche semplicemente della presenza umana, rilasciano sostanze sottilmente irritanti per l’organismo. La ripetizione delle mansioni lavorative, da un lato, o la loro totale imprevedibilità, dall’altro, sono altri fattori che vanno ad aggiungersi al quadro stressogeno.

Il livello di resa, risultati e, in fin dei conti, bilancio in attivo di ogni impresa è strettamente connesso alla salute e al benessere dei collaboratori, le strutture lavorative stanno comprendendo, quindi, di avere tutto l’interesse nel prevedere strategie di gestione dello stress per tutti. Qui entra in gioco la Natura, un alleato efficace per la prevenzione, se non addirittura risanamento, di situazioni deteriorate.

La formazione in organizzazione – azienda, cooperativa, scuola –  ha diversi obiettivi; prima di tutto si propone di insegnare al personale competenze specifiche necessarie per l’attività e di preparare ad affrontare cambiamenti emergenti, interni o esterni. Sempre più diffusa, nelle realtà più strategicamente efficaci, anche l’abitudine di proporre percorsi innovativi, sia di valorizzazione dei talenti, sia di stacco dalla routine quotidiana, come occasione di arricchimento relazionale. La formazione è il jolly che permette a un’azienda di rimanere competitiva in un mondo ormai caratterizzato da cambiamenti continui. Si, ma la Natura cosa c’entra? Molto. Ora vediamo come.

 

 

Team building outdoor

 Il focus della formazione, negli ultimi trent’anni, si è spostato da un approccio didattico, sul piano soprattutto cognitivo, a uno più esperienziale, con un’attenzione anche alla dimensione delle emozioni. Trekking, arrampicata, barca a vela, orienteering, survival, sono solo alcune delle ormai diffuse esplorazioni e sfide avventura, che vengono proposte in ambito organizzativo come forme di formazione in cui i partecipanti, spesso un intero team di lavoro, vengono accompagnati a vivere esperienze significative in gruppo e all’aperto.

Il successo di questo tipo di formazione trova spiegazione in diversi fattori. L’uscire dal contesto abituale, il beeing away già sottolineato dalla ‘Teoria della rigenerazione dell’attenzione’, predispone a una maggior apertura e disponibilità dei partecipanti; se la scelta del setting, dell’ambente in cui si svolgerà l’evento formativo, è stato scelto adeguatamente, entra in gioco anche l’elemento fascination.

Questi due elementi sono importanti e rimangono sullo sfondo e facilitano la riuscita dell’evento. Il fulcro della riuscita, naturalmente, sarà nell’abilità del conduttore di far fare una attività in cui vengano attivate ed esplorate le competenze che si vogliono rafforzare: problem solving, pensiero laterale, collaborazione, capacità di adattamento, azione in situazioni di emergenza, resilienza.

La più divertente e coinvolgente delle attività finisce col rimanere solo un bella gita fuori porta se, a questa, non segue una riflessione guidata che permetta al gruppo e ai singoli individui di dare significato a quanto fatto, emerso e appreso insieme. La finalità è quella di costruire ponti con l’attività quotidiana, concettualizzando, per poi sperimentare nella propria vita personale e professionale, quanto appreso. Gli adulti apprendono soprattutto attraverso il fare e l’ambiente naturale, da questo punto di vista, è una palestra a cielo aperto.

(Liberamente tretto da: Marcella Danon, Clorofillati, 2018, Feltrinelli)