Inizio anno, il momento dei grandi propositi con lo sguardo rivolto all’orizzonte e il cuore all’intenzione. Da qui ci diamo la rotta in una delle innumerevoli direzioni che i nostri passi possono prendere. Un momento importante, dunque, in cui vale la pena fermarsi e riflettere se abbiamo salda in mano la nostra bussola o se ci siamo fatti catturare dalle illusioni del mercato che indirizza verso l’avere e non verso l’essere le nostre mete.

  1. Abbiamo  ragionevolmente chiaro chi siamo, le nostre potenzialità, le nostre vulnerabilità?
  2. Siamo leali e gentili con noi stessi, come presupposto per saperlo essere anche con gli altri?
  3. Sappiamo riconoscere le possibilità che ci si sdipanano davanti a ogni istante?
  4. Abbiamo capito che nutrendoci di relazioni per noi giuste, di libri che ci arricchiscono, di musiche che ci fanno stare bene, determiniamo in autonomia la qualità della nostra vita?
  5. Abbiamo rinunciato al passatempo della lamentela e della malalingua, che abbrutiscono (e abbruttiscono) il noi stessi che presentiamo al mondo?
  6. Sappiamo elargire generosamente sorrisi attorno a noi, consapevoli del loro potere lenitivo e addirittura curativo?
  7. Abbiamo chiaro che con ogni gesto, parola e sguardo, impattiamo sul mondo di cui siamo parte?

Se la risposta è sì, almeno a più di metà di queste domande, abbiamo in mano un antidoto alle seduzioni della società liquida – come definita dal sociologo  Zygmunt Bauman – che ci fa confondere la felicità dipendente da un acquisto, con la gioia che nasce invece dal profondo, dal sentire di star facendo, “essendo”, qualche cosa che per noi è sentito come vero e importante… buon vecchio Eric Fromm, aveva fatto centro distinguendo due approcci completamente diversi alla vita: essere o avere!

« Il modo migliore per avere una vita felice e salvaguardare il Pianeta è essere grati di essere vivi! », ci dice l’ambientalista ed ecopsicologa Joanna Macy: la qualità del nostro vivere parte dal modo in cui viviamo e non da quello che viviamo. Parte da dentro. E, quando lo realizziamo, il nostro stesso incedere e interagire nella vita diventa Faro per gli altri; anche se vendiamo carciofi o raccontiamo fiabe ai bimbi dell’asilo. È la nostra autenticità che risplende e fa da diapason per risvegliare la frequenza corrispondente. La più importante opera che possiamo fare in questo preciso momento storico per dare il nostro contributo è avviarci a realizzare interiormente il Great Turning – cito ancora Joanna Macy – la “svolta” da una visione egocentrica a una ecocentrica, in cui “ci ricordiamo” chi siamo e che siamo parte del processo della Creazione, con tutta la libertà, creatività e responsabilità che questo implica. Questo la vita ci chiede. Per diventare Fari di Luce per l’Umanità, mettiamoci in viaggio per essere chi siamo davvero.

 

P.S.
La musica è una delle chiavi per dialogare col nostro mondo interiore.
Poiché la musica interagisce con le frequenze a cui vibriamo, la musica può aprirci le porte del cuore e dell’anima, può farci fiorire a chi siamo. E allora… tutto cambia e la magia di Gaia, di questo nostro splendido mondo verde e azzurro, si rivela a ogni istante.
Vieni ad approfondire… al Sentiero dei sette incanti

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Marcella Danon
Ecopsicologa, direttrice di Ecopsiché
Editoriale gennaio 2024 – Ecopsicologia NEWS

Photo credit:
danilo.alvesd su Unsplash – Porto, Portogallo