Oggi consideriamo il mondo naturale come un semplice sfondo, ma nella memoria genetica e nell’inconscio collettivo, la Natura è il principio più vasto che ci genera, accoglie e fa crescere. È la nostra “casa” in senso archetipico: dalla terra nasciamo e alla terra torniamo. Riconoscere questa connessione ci ricorda quanto siamo piccoli di fronte all’immensità, ma anche quanto siamo grandi, come parte di essa.

Ritrovando questo legame, allentiamo il bozzolo protettivo che costruiamo attorno al nostro “io” spaventato. La Natura diventa l’antidoto all’egotismo e all’alienazione, un rifugio in cui possiamo ricaricarci, sentirci meno soli e ritrovare noi stessi… come punto di partenza.

Quando un percorso di crescita personale ci porta ad accettare la complessità del nostro mondo interno, infatti, riusciamo più facilmente a interagire con la ricchezza del mondo esterno. Si creano le condizioni per un superamento dei confini della consapevolezza ordinaria (ego-centrata) per attingere a una visione più ampia, a sfere più alte, per riconoscerci parte di un disegno vasto e interconnesso.

Ci attende una nuova tappa evolutiva: una ridefinizione della natura del nostro “essere umani” sul Pianeta, è questo il fulcro dell’Ecopsicologia. La crisi esistenziale attuale può diventare una crisi di crescita, portandoci a ricollegarci non solo al mondo in cui viviamo, ma anche al “mondo che siamo”.

Questa aprirci alla consapevolezza di essere “goccia in un oceano infinito” non è una metafora, ma un concreto punto di arrivo. È una rivelazione che trasforma radicalmente la percezione di noi stessi e del mondo.

Una volta “risvegliati” a questa interrelazione, si sviluppa naturalmente l’innata biofilia, un atteggiamento di cura amorevole per il mondo naturale che ci circonda. Animali, piante ed ecosistemi non sono più cose e risorse da sfruttare fino all’inverosimile, sono esseri altri che condividono con noi questo incredibile viaggio sulla Terra. L’impegno ambientalista acquista una chiave nuova, mossa non più dal dovere, ma dall’amore e dalla connessione profonda. Sentire il legame con la Natura aumenta la motivazione a prendersene cura, e viceversa, occuparsene crea i presupposti per sviluppare una connessione con una più ampia percezione di sé, con la dimensione spirituale.

Questa espansione della consapevolezza oltre la percezione egoica, questo passaggio “da ego a eco”, si riflette in ogni aspetto della vita: favorisce una maggiore sensibilità sociale, l’impegno nella comunità, l’applicazione di principi etici nel lavoro e una maturità nella gestione dei rapporti interpersonali, un rapporto più sereno e armonioso con gli altri e con se stessi. E’ questa la finalità di ogni intervento di Ecopsicologia: partire dal singolo, arrivare alla Natura, per ritrovare un rinnovato senso di Comunità in cui poter esprimere i propri talenti, al servizio della vita di cui siamo parte.

Photo Credit: Archivio Ecopsiché – Il Bosco delle Spose


Marcella Danon
Ecopsicologa, direttrice di Ecopsiché
Editoriale dicembre 2025 – Ecopsicologia NEWS