
Rito di primavera a Cascina Rapello – marzo 2026
Dalla terra al cuore, dal seme al fiore: il racconto del rito di primavera a Cascina Rapello officiato da Chiara Amanda Repetto. Un’esperienza di Ecopsicologia applicata che unisce centratura, movimento e azioni concrete sul territorio per riallineare i nostri ritmi a quelli della Natura.
Domenica 22 marzo 2026 ho avuto l’onore di officiare il rito di primavera, nella bellissima realtà di Cascina Rapello (Aizurro, Lc), sede delle attività della Cooperativa sociale Liberi Sogni. L’Ecopsicologia ci insegna che noi siamo Natura, che riallineare i nostri ritmi ai Suoi ci fa vivere in modo più armonico e appagante. Il senso di un rito che onori il passaggio delle stagioni aiuta a fermarsi, riflettere sul messaggio che quel cambiamento porta con sé, rinsalda il senso di connessione che ci fa uscire dall’illusione della separatezza da ciò che è altro da noi.
La primavera ci ricorda che la Vita torna sempre a rinascere a rinnovarsi, dopo il buio la luce torna a splendere, ci carica di energia ed entusiasmo, i sensi si risvegliano accarezzati dai colori, dai profumi, la bellezza trionfa. Lo spazio sacro del rito di primavera era delimitato dal cerchio formato dai partecipanti, al centro avevo posto i simboli degli elementi e i semi che avremmo piantato successivamente. Come dicevano i nativi americani la Vita si svolge in cerchio e il movimento dal centro alla circonferenza e dalla circonferenza al centro, come nel mandala, esprime il ritmo che sostiene l’esistenza: come nel battito del cuore, nel respiro, nel big bang…

Chiara Amanda Repetto
Ho proposto al gruppo un canto danzato, che avevo imparato dagli amici della Scuola di Ecopsicologia spagnola, per onorare gli elementi: terra, acqua, fuoco, aria ed etere. Un momento di ascolto attraverso la “centratura” ci ha permesso di riflettere per chiederci se ci fosse una qualità che volessimo esprimere e regalare alla Vita, per comportarci da cellule sane del grande organismo vivente di cui facciamo parte.
Con il nostro corpo abbiamo poi potuto evolverci da seme a fiore e sbocciare, pronunciando il nome della qualità scelta. Nell’ultima parte del rito il cerchio si è stretto, restando ‘spalla a spalla’ ci siamo preparate e preparati a diventare un unico grande fiore: le nostre braccia vibranti verso il centro sono passate dalla formazione “bocciolo” ad aprirsi insieme per sbocciare con un grido gioioso: “benvenuta primavera!”

Infine, abbiamo piantumato un nespolo e due melograni davanti a Cascina Rapello, propiziando la crescita dei giovani alberi in modo speciale: rivolgendoci al cielo con le mani e il cuore abbiamo raccolto il prana (l’energia vitale che è presente ovunque e anche dentro di noi, secondo la tradizione spirituale indiana) e l’abbiamo diretto verso la terra, affondandovi le mani con rispetto e amore.

Buona primavera a tutte e tutti!!
Chiara Amanda Repetto
Ecopsicologa, green coach e insegnante di Yoga

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