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In sintonia con le più recenti correnti della psicologia, l'individuo non viene più visto come
una realtà separata e, per risolvere vecchi conflitti, la prospettiva si amplia a tutto il suo
contesto familiare. Una pratica nata dall’esperienza eclettica e multiculturale di uno
psicoterapeuta tedesco: Bert Hellinge, che dal 1980 ha dato vita ed esposto le basi teoretiche e pratiche delle Costellazioni Familiari.
Spesso la vita di ognuno è condizionata da destini e sentimenti che non sono veramente propri e personali. Anche malattie gravi, il desiderio di morte e problemi sul lavoro possono essere dovuti a "grovigli" del sistema-famiglia e possono essere portati alla luce attraverso il processo delle Costellazioni Familiari. Riprodotta da rappresentanti, che in modo istintuale ricreano le interdipendenze esistenti tra i componenti di una famiglia o di un gruppo questa ”messa in scena” va ad evidenziare le dinamiche inconsce che causano sofferenza in molti aspetti della vita di ciascuno: nelle relazioni affettive, nelle relazioni in ambito professionale, nel rapporto con il denaro e con la salute. Ma come può essere spiegato "scientificamente" ciò che accade durante una rappresentazione familiare? Si possono formulare spiegazioni da varie angolazioni: quella che Hellinger accredita maggiormante si rifà alla teoria dei campi morfogenetici di Rupert Sheldrake; ma anche gli studi di Masaru Emoto sulla "memoria delle acque" o i diversi stati di coscienza, che ben spiega l'ipnosi eriksoniana, possono esserne base e fondamento con le loro rispettive modalità di percezione delle emozioni/sensazioni. Ecco i temi che verranno trattati in questa giornata introduttiva:
«Il particolare contributo di Hellinger è il modo
unico con cui ha integrato elementi diversi di
psicoterapia. Rilevante la sua fiducia nella
capacità di ognuno nel saper ascoltare
“l'autorità della propria anima” che, anche
se non infallibile, Hellinger dichiara che è
l'unico vero baluardo che ognuno ha verso le
lusinghe delle false autorità.
Come per il
filosofo Martin Heidegger, la base del lavoro
di Bert Hellinger risiede nella sua insistenza
sul “vedere ciò che è“ ( opposta alla cieca
accettazione di ciò che ci viene detto ) e in
combinazione con una non vacillante lealtà e
fiducia nella propria anima.»»
Stefano Dini, Atti del Convegno EES "Networking Planet", Valsesia 2009 |
Piazza Villapizzone, 3 - Milano
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