Le tradizioni che toccano in profondità, che sono ancora vive e grondanti di significati e di emozioni, che fanno cantare il cuore e volare l’immaginazione, non si trovano appese agli alberi, né si acquistano già confezionate. Si creano, insieme, anno dopo anno, quando il piacere di incontrarsi, di ritrovarsi, di celebrare, tra canti, danze, idromele e racconti sotto agli alberi o attorno al fuoco vanno a toccare qualche cosa che abbiamo dentro; qualche cosa che rischiamo di dimenticare nella quotidiana modernità in cui sprofondiamo per la maggior parte dell’anno.

E’ un fuoco antico, quello che CELTICA riaccende. Un ricordo vago, un eredità dimenticata, una nostalgia soffusa di un diverso modo di vivere che è stato quello della nostra specie per migliaia di anni. Quando la dimensione del clan era quella che dettava i tempi e i ritmi dell’esistenza quotidiana. Quando l’attività manuale era la principale occupazione e ogni oggetto era unico e irripetibile. Quando le feste erano gestite con creatività e partecipazione. Quando la Natura era casa, era tempio, era presenza viva.

Non è un inno la passato, questo. E’ la constatazione che esiste una dimensione che fino all’altro ieri ha fatto parte di noi, che è stata bruscamente dimenticata e che può invece essere reintegrata nella nostra consapevolezza odierna per spingerci a prendere il meglio di ciò che è stato e intrecciarlo con il meglio di ciò che c’è e può divenire. Ogni albero che aspira a svettare verso l’altro deve affondare con grinta le sue radici nel terreno, perché solo una salda consapevolezza delle nostre origini e della nostra storia ci permetterà di procedere facendo tesoro dell’eredità del passato e di disegnare un futuro adatto ai tempi, ricco di senso, solido di valori, di gioia e di bellezza. Non ci accontenteremo di niente meno di questo e allora, mettiamoci al lavoro!

CELTICA è da 22 anni al lavoro. Non è solo una manifestazione musicale, culturale, folkloristica. CELTICA si fa portavoce di valori che fanno parte della nostra tradizione europea, che attingono a una cultura in cui l’uomo e la donna hanno vissuto in pace tra loro e in collaborazione paritaria, in cui l’abilità guerriera e quella artistica sono progredite di pari passo, in cui i bambini erano il patrimonio più prezioso della società, la musica un’attività coinvolgente, il legame con la natura era sentito forte, gli animali uccisi per nutrire il clan erano ringraziati, le risorse naturale usate con parsimonia, il dialogo con le dimensioni sottili attivo e gli alberi erano riconosciuti per ciò che sono davvero, esseri antichi di questa Terra.

C’è tanto che ancora ci parla in profondità di questa nostra cultura nativa europea così poco conosciuta perché, a partire da Giulio Cesare (Asterix non è solo un fumetto!), sistematicamente estirpata e cancellata. Molti di noi si sentono affascinati dai nativi americani… quanti sanno che parte di questo fascino è l‘eco di un passato che ci appartiene, in quanto europei e anche italiani?

Quello che caratterizza questa manifestazione, è proprio questo sguardo volto non al passato, ma al futuro, per poter trarre spunto, consiglio  e ispirazione da un’eredità ritrovata dopo quasi due millenni di amnesia. CELTICA  si tiene ogni anno dal 1997 ai piedi del Monte Bianco a Courmayeur, in Valle d’Aosta. Riccardo Taraglio, profondo conoscitore di cultura celtica, ne è uno degli ideatori e il direttore artistico.

La manifestazione offre 4 giorni intensi di attività. Il cuore dell’evento è il campo base nel  meraviglioso bosco del Peuterey, l’unica foresta planiziale ad alta quota in Italia (per chi non ama camminare in salita!), con ricostruzione di un villaggio celtico vivente, artigianato attentamente selezionato, conferenze e workshop sotto agli alberi, spettacoli musicali di giorno e di notte, con gruppi provenienti da tutta Europa, giochi e attività per bambini e adulti, cibi tradizionali, idromele, birra  artigianale e grande falò di mezzanotte.  Come ogni anno, anche a questa edizione non mancherà l’escursione fino al Lac du Miage con l’ormai tradizionale concerto d’arpa a 2000 metri di altezza di Vincenzo Zitello, uno tra i più grandi arpisti contemporanei.

Sarà il terzo anno di seguito che la manifestazione offrirà ai partecipanti anche 4 workshop, condotti dai fondatori di Ecopsiché,  Marcella Danon e Bruno Gentili, per sottolineare la grande affinità tra questa proposta culturale e la visione dell’Ecopsicologia che mira a integrare passato e presente per procedere consapevolmente verso il  futuro, abbinando tradizione e tecnologia, conoscenza e bellezza e, soprattutto, gioia. Un abbinamento perfetto, quindi.

Ti aspettiamo a CELTICA 2018!

Il sito e il programma della manifestazione

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